Il mercato bianco (Suq Al-Abiad)

Il mercato bianco (Suq Al-Abiad)

 

Vicino alla moschea el-Jazzar, poco più a oriente, si estende il mercato bianco, costruito da Suleiman Pasha alla fine del periodo in cui ricoprì la carica di governatore di San Giovanni d’Acri. Fino ad allora nello stesso luogo si trovava un mercato più grande, costruito da Dahar el-Omar e chiamato “Il mercato Dahar”. Secondo la testimonianza di Ibrahim al-Ouda, il biografo di Suleiman Pasha, nel vecchio mercato c’erano 110 negozi ed era sicuramente il centro commerciale di San Giovanni d’Acri e del nord di Israele. Una delle ultime descrizioni dettagliate del mercato vecchio è dello studioso inglese John Silk Buckingham, che si recò in visita a San Giovanni d’Acri nel 1816.
 
Un anno dopo scoppiò un incendio nel negozio di “Atzlan l’ebreo”. Operai seduti nel negozio e che fumavano il nargilè a metà giornata non fecero attenzione e una scintilla volò verso alcune botti piene di polvere da sparo che erano in vendita in quel momento. Il forte scoppio fece volare Atzlan “a una distanza di venti cubiti fuori dal negozio come un pezzo di carbone”. Nella disgrazia morirono e rimasero ferite circa dieci persone, l’edificio stesso fu gravemente danneggiato e l’incendio che si diffuse in tutto il mercato causò gravi danni. Lo stesso anno Suliman ordinò di distruggere i resti del mercato vecchio fino alle fondamenta e costruire nello stesso luogo un mercato nuovo, mercato che esiste fino a oggi. 
 
Le mura del mercato e i suoi sessantaquattro negozi furono intonacati in bianco durante la loro costruzione, e da qui il mercato prende il suo nome. Il mercato bianco è anche ricco di luce, e forse è questo il motivo che questo nome è usato dagli abitanti di San Giovanni d’Acri fino a oggi. Durante il bombardamento di Ibrahim Pasha negli anni 1831-1832 fu danneggiato, fra gli altri luoghi, anche questo. Questo sito è considerato uno dei progetti edili più grandi di Israele dell’inizio del diciannovesimo secolo, ed è stato anche paragonato da uno dei viaggiatori di quel tempo al mercato di Damasco.
 
Le fotografie della fine del periodo ottomano testimoniano che il mercato bianco, in modo simile al “mercato Dahar” che lo ha preceduto, era il centro commerciale principale di San Giovanni d’Acri. L’importanza del mercato bianco è diminuita quando all’inizio del periodo del mandato britannico furono aperte altre vie per uscire dalle mura; e chi arrivava a San Giovanni d’Acri per mezzo dell’unica porta sulla terraferma non doveva più passare lungo la via che porta al mercato bianco. Alcuni negozi fungono oggi da magazzini e l’attività commerciale del mercato è diminuita. Anche il colore bianco non è rimasto com’era, bensì solo nel nome del sito, e sull’insegna infissa all’angolo occidentale del mercato ove la costruzione è attribuita per sbaglio a el-Omar.
 
Ultimamente sono cominciati lavori di restauro e di trasformazione di molti negozi in banchetti di bevande e pasti leggeri. 

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